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Milano Fashion Week @ Hotel VIU Milan, un po’ di storia

E’ il boom economico a proclamare l’ascesa di Milano come capitale della moda. Infatti è proprio la città meneghina, scelta da numerosi editori italiani come sede principale, ad affermarsi, grazie alla sinergia tra moda e giornali, come punto di riferimento per lo stile all’italiana.

La moda, così, si trasforma, diventando un’industria culturale all’interno della quale il “ben fatto” si mescola al pensiero intellettuale tramutandosi, per certi versi, grazie al periodo storico, anche in manifesto sociale.

Il 1967 rappresenta il passaggio che molti addetti ai lavori considerano cruciale. In quell’anno infatti la città vede nascere una di quelle realtà destinate a cambiare per sempre il concetto di moda: il negozio di Elio Fiorucci in Galleria Passarella. Quest’ultimo è infatti considerato l’eclettico pioniere dello stile milanese, personaggio in grado, come nessun altro, di intercettare le tendenze e traslare all’interno di uno spazio che, oltre ad avere ricevuto la benedizione di Andy Warhol, viene descritto da molti come trasgressivo, colorato e pop. Questi sono però anche gli anni di Mila Schön, la signora dello stile che veste le donne della borghesia milanese: i suoi capi, eleganti ma asciutti, lineari e senza fronzoli, sono il primo barlume dello stile alla milanese oggi copiato in tutto il mondo, essenziale e amato, ai tempi, da alcune delle donne più famose ed eleganti di sempre, Jacqueline Kennedy in primis.

Il passaggio dagli anni Settanta agli Ottanta consacra Milano come la città della moda al pari delle grandi metropoli come Parigi, Londra e New York. Il merito va a tre grandi stilisti, soprannominati “le tre G: Giorgio Armani, che raggiunge l’olimpo dello stile vestendo Richard Gere in American Gigolò, Gianfranco Ferrè e Gianni Versace, giovane visionario di origini calabresi ed inventore, poco più tardi, di un fenomeno internazionale, le top model.
Da qui in poi Milano raggiungere il suo massimo splendore stilistico, artistico e culturale. La città si trasforma infatti in quella che viene definita “Milano da bere”, fatta di locali alla moda e club esclusivi, ed i giovani di successo noti come “yuppies”. In questo scenario la moda milanese continua a crescere vedendo affermarsi talenti come Krizia, il geniale Franco Moschino e gli iconici Domenico Dolce e Stefano Gabbana.

Con il suo “quadrilatero della moda” (Via Monte Napoleone, Via Alessandro Manzoni, Via della Spiga e Corso Venezia) Milano è tuttora il luogo dove i migliori stilisti esibiscono le loro sorprendenti creazioni ed è inoltre considerata una delle “big four” cioè una delle quattro capitali al centro dello scenario internazionale (oltre a New York, Londra e Parigi), famose perché due volte l’anno ospitano le “settimane della moda”.

Questi eventi sono considerati i più importanti al mondo perché accanto a maison dalla reputazione consolidata e prestigiosa, seguite con affetto dai fedelissimi, sfilano nuovi stilisti con creazioni originali e di tendenza, molto apprezzate da compratori e giornalisti del settore. La settimana della moda si svolgono due volte all’anno nelle singole capitali nel periodo settembre/ottobre, per le sfilate relative alle collezioni primavera/estate – e febbraio/marzo, per le sfilate relative alle collezioni autunno/inverno.

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